Donare il cuore, un’altra volta…

Con amore da un cane solo
[anonimo]

Spero che qualcuno mi possa spiegare
Cosa ho fatto di sbagliato
E perché debbo essere incatenato di fuori
E lasciato solo così a lungo

Sembrava fossero così contenti d’avermi
Quando arrivai qui da cucciolo
C’erano tante cose da fare
Mentre crescevo

Il padrone disse che mi avrebbe addestrato
Come un compagno e un amico,
La padrona disse che non avrebbe mai più avuto paura
Di rimanere ancora sola

I bambini dissero che mi avrebbero preparato la pappa
E m’avrebbero spazzolato tutti i giorni
Avrebbero giocato con me e portato a passeggio
Se avessero potuto tenermi

Ma ora il padrone non ha tempo
La padrona dice che sporco
E non mi permette di entrare in casa
Neppure per mangiare

I bambini non mi portano mai a passeggio
Dicono sempre: “non ora!”
Desidererei far loro piacere
Qualcuno mi può dire come fare?

Tutto ciò che avevo, lo vedi, era amore
Spero che qualcuno mi possa spiegare
Perché loro dissero che volevano il mio
E poi lo lasciano attaccato a una catena.

La libertà individuale è la maggior benedizione per un uomo,
per un cane è l’ultima parola della disperazione.

William Lion Phelps

SCEGLIERE DI ADOTTARE UN CHOW BISOGNOSO

C’è qualcosa di immensamente soddisfacente quando si sceglie un cane abbandonato, poiché per qualcuno è stato impossibile gestirlo, era per lui/lei un problema e mi “diverte” che delle persone prendano un cane come acquisterebbero un accessorio alla moda, e se ne disfino quando non è più divertente e/o conveniente.

A loro discolpa questi personaggi che sono capaci di abbandonare, citano sempre gli stessi problemi e accampano le medesime scuse per potersi discolpare di un’azione tanto meschina.
Sembra che il primato sia la “versione allergia”. Incredibilmente hanno avuto un bambino… ed è allergico al pelo del cane…. Oppure loro stessi, dopo anni di convivenza con l’animale, lo sono diventati.
Seconda scusa in classifica: il cambio-casa. Incredibilmente non hanno tenuto conto nella loro scelta di un membro della famiglia (il loro cane) e si trasferiranno in un appartamento dove è assolutamente vietatissimo tenere un animale (eppure loro saranno “ammessi”).
Al terzo posto in classifica (ebbene si, hanno anche pochissima fantasia): improvvisamente il Chow Chow morde la suocera, la vicina di casa, il nipotino dello zio del marito della cugina.. e via di questo passo.

La decisione di una adozione deve essere presa necessariamente in modo serissimo da tutta la famiglia e ognuno dei membri deve essere conscio della responsabilità di possedere un Chow.
I cani sono fortemente percettivi e possono soffrire di solitudine, ansia, depressione e tutto questo deriva proprio dal loro abbandono da parte dei loro proprietari. I proprietari non sono sempre così leali e affezionati e, a volte, prendono un cane senza pensare a ciò che significa una “relazione” a lungo termine.

La maggior parte dei Chow bisognosi ha avuto almeno una casa, a volte più di diverse e sovente possono avere dei disturbi di comportamento provocati dall’abbandono. A volte possono essere rimasti in canile per tantissimo tempo, il che può essere assolutamente deleterio soprattutto per i soggetti che erano abituati a vivere in famiglia, altri possono essere stati abbandonati perché avevano atteggiamenti particolari e questo provoca sicuramente una accentuazione dei problemi comportamentali precedenti.

Per quel che riguarda la mia esperienza dedicata alle adozioni, posso assicurare che il Chow accetta molto volentieri la nuova situazione, la nuova casa e i nuovi proprietari… anzi, essendo così intelligente, capisce il gesto d’amore che gli è stato donato e anche se potrebbe apparire nei primi tempi un po’ “lontano” passerà poco tempo per vederlo “innamorato” della sua nuova vita.

L’impatto iniziale con la nuova famiglia potrebbe essere un poco difficoltoso all’inizio, ma è certo che appena il Chow capisce la nuova situazione e ritrova la dimenticata gentilezza dell’essere umano, il rapporto diverrà man mano più solido, fino a sfociare nella dedizione più completa.

Vi sono alcuni punti che andrebbero presi in considerazione nell’eventuale scelta di un nuovo amico che ha subito una male esperienza precedente e il consiglio potrebbe essere quello di frequentare per qualche tempo il rifugio presso il quale il Chow è ospitato e tentare di istaurare un rapporto di reciproca fiducia, ancor prima di portare il Chow a casa.

Di un Chow abbandonato non si ha solitamente la facoltà di conoscere il suo passato né la sua genealogia. Difficilmente si conosce come ha vissuto prima dell’abbandono e del vero perché è stato abbandonato (come accennato precedentemente i proprietari adducono a scuse veramente “ridicole” tali da non poter essere prese in considerazione).

Tendenzialmente non si ha neppure la possibilità di conoscere il suo nome originale e l’esatta età.
Quel che è invece certo è che nessuno merita di essere lasciato, ma questo, è appurato, succede.
Chiunque abbia avuto un Chow amato e sia stato ricambiato potrà affermare che è una sensazione pressoché incomparabile.

I cani chiedono solo un po’ di cibo e di acqua, ma soprattutto non possono fare a meno dell’amore dell’uomo… amore che meritano moltissimo.

L’entusiasmo con cui aspetta il suo proprietario al ritorno a casa è commovente, la sua coda agitatissima nel saluto entusiasta e i suoi occhi che chiedono se è mancato ancor più.

Fatevi il regalo più bello: date la possibilità a un Chow di ritrovare la serenità di una famiglia e la voglia di riproporre il proprio cuore all’amicizia e all’amore.
Abbiate voglia di queste sensazioni e adottate un Chow che vi darà gioia, soddisfazione e calore.

Tratto dal volume: Chow Chow di Isabella Milani – Edizione limitata anno 2008- Progetto grafico e stampa G. Porcu

E’ Natale… per tutti… anche per chi vi sta aspettando.

Dedicato a tutte le persone che hanno adottato un Chow Chow e a tutti i Chow Chow che sono riusciti a donare il loro cuore per una seconda volta…