Pio, lo scavezzacollo

Driiiiin, driiiiin, driiiin… “Buongiorno, potrei avere una breve presentazione della razza?”. “Certo, volentieri. Guardi, il Chow è un cane molto calmo. Non ama le facezie e non si “scomoda” per nulla. E’ un cane da guardia, per nulla propenso all’addestramento. Educabile, anche se è già molto educato di suo. Adora la sua famiglia e il resto del mondo potrebbe non esistere…”.

E poi… c’è Pio.

Per la prima volta, dacché alleviamo, avevamo fatto un accoppiamento tra due colori diluiti: blu e cannella. Ovviamente, sapevamo di attendere cuccioli esclusivamente di questi due colori.

Solitamente, all’età di trenta giorni, i cuccioli hanno facoltà di condividere tutta la casa con noi e con gli altri Chow iniziando così la loro socializzazione.

Pio, maschietto blu di 360 grammi, nato unico, è rimasto con la mamma nella nursery (un locale apposito, all’interno di casa) solo fino ai 18 giorni. Gli piaceva stare al centro dell’attenzione e, seppur di piccole dimensioni, dovute la sua tenerissima età, si aggirava sempre curioso tra gli altri che lo rimiravano come fosse di cristallo. Tutti lo amarono dal primo istante per quel suo fare tenerissimo, indifeso. La mamma se ne prendeva grande cura, perché quell’unico esserino nato, era tutto il suo orgoglio, la sua infinita gioia.

Successe che, verso i trenta giorni, Pio si sentiva padrone di casa. Tutti gli riservavano una grande deferenza e lui… ne profittava.

Nei pochi momenti in cui rimaneva solo, senza la cerchia di Chow che gli faceva compagnia, si aggirava per casa, richiamando il suo pubblico con un versetto distintivo che, nel breve, è diventato il suo nomignolo: “pio, pio, pio”. Un pulcino!

A proposito di “calmo”, che “non si scomoda per nulla”… non descrivo sicuramente il mio Pio. Un lestofante che corre come un missile, che ti salta in braccio quando meno te lo aspetti, che sta sempre su due zampe posteriori perché ridi e ti “taglia” le gambe da dietro… e ride lui perché tu ruzzoli.

Quanti di voi lo conoscono… quanti di voi l’hanno ammirato là, in mezzo al campo, con l’enorme criniera al vento e con gli occhi furbi e i movimenti scattanti. Quanti di voi avrebbero creduto che era stato un esserino piccolo piccolo e un po’ scorbutico? Ora è un supergrandone di quaranta chili. Un comandante di brigata. Un “e qui comando io e questa è casa mia”.

Pio, il mio Pio… con un nome realmente altisonante: One And Only del Ceppo Rosso. Banale per un figlio unico? No, incommensurabile per il suo essere: uno e unico. Nessuno come lui!

Voglio leggergli questo mio scritto, a lui dedicato. Come tutti, anch’io parlo molto con i miei Chow, sperando mi capiscano. Ecco, sono fuori. Lui è là, sulla pila di legna che sta grufolando alla ricerca della pista delle lepri. Mi avvicino, mi guarda e scatta… “ok, dai, te lo leggo da seduta, a terra. Aiuto, aiuto!!! Pioooooo!!!”.

 Tu, Pio, il caterpillar! La vivacità e l’esuberanza di mille Chow Chow. Come te, nessuno. Pio, una bomba!